Movimento popolare italiano, estensibile all'intera Europa, nato con l'obiettivo di puntare alla costituzione progressiva della Federazione Europea, partendo dai paesi europei già maturi per tale passo.
Un ambizioso obiettivo politico di aggregazione europea, per costituire un Polo: culturale, religioso, politico e socio-economico di matrice europea che, nel prossimo futuro, possa fungere da arbitro nella gestione del mondo globalizzato, tra quello orientale della Cina e quello occidentale degli USA, assicurando pace e stabilità internazionale.
Purtroppo il momento politico internazionale è grave (mala tempora currunt), per cui questa iniziativa è più che urgente, prima che l'Unione Europea collassi irreversibilmente.
Spero che l'Italia, paese fondatore dell'Unione Europea sia tra i primi paesi a raccogliere questa sfida, per salvare l'Europa e la democrazia nel contesto mondiale.
Dopo le immense sofferenze e le distruzioni causate dalle due guerre mondiali, alla fine degli anni 1940 si impose l'esigenza di garantire stabilmente la pace.
In quest'ottica, il ministro degli affari esteri francese Robert Schuman propose alla Germania di riunire in un mercato comune le industrie del carbone e dell'acciaio,
strategicamente importanti, ponendole sotto il controllo di un'autorità sovranazionale.
Nel 1951, insieme a Belgio, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, la Francia e la Germania istituirono la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).
Accanto alla CECA, nel 1957 i Trattati di Roma istituirono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom).
L'obiettivo della CEE era creare un mercato interno nel quale merci, persone, servizi e capitali circolassero liberamente.
Nel 1965, il Trattato di fusione subordinò CECA, CEE ed Euratom alle istituzioni comunitarie (Commissione, Consiglio dei Ministri, Parlamento europeo, Corte di giustizia).
Nel frattempo iniziò l'allargamento della CEE con l'adesione del Regno Unito, Irlanda e Danimarca: nel 1973, seguiti da Grecia nel 1981 e da Spagna e Portogallo nel 1986.
Nel 1989 il continente europeo fu segnato da profondi cambiamenti: con l'apertura a ovest della frontiera ungherese e la caduta del Muro di Berlino, che sfociarono
nella dissoluzione dell'Unione Sovietica nel dicembre 1991.
Seguì la fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania.
Successivamente, nel 1992, il Trattato di Maastricht istituì l'Unione europea (UE).
Con il Trattato di Maastricht fu istituita anche l'Unione economica e monetaria (UEM), che ha permesso, nel 1999, di introdurre l'euro quale moneta scritturale,
affidando alla Banca centrale europea (BCE) la gestione della politica monetaria comune per l'insieme della zona euro.
Nel 2002, l'euro è diventata la moneta di scambio comune che si è rapidamente imposta come valuta forte e stabile.
Con i Trattati di Amsterdam (1997) e di Nizza (2001) fu modificato il Trattato di Maastricht al fine di permettere all'UE di operare più efficacemente, soprattutto
in vista del suo allargamento a numerosi Stati dell'Europa centro-orientale, sganciatisi dall'influenza sovietica
Infine il Trattato di Lisbona, nel 2007, ha apportato ampie modifiche sia Trattato sull'Unione europea che al Trattato della Comunità europea, conferendo all'UE
una personalità giuridica propria, con possibilità di firmare trattati internazionali relativi ai suoi settori di competenza e aderire a organizzazioni internazionali,
mentre gli Stati membri possono firmare accordi internazionali solo se conformi al diritto dell'UE.
Nel 2025, dopo l'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Unione Europea con la Brexit (a seguito del referendum del 23 giugno 2016) formalizzata il 31 gennaio 2020, la mappa dell'Unione Europea a 27 paesi è quella che segue.