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Unione Federale Europea

Movimento popolare italiano, estensibile all'intera Europa, nato con l'obiettivo di puntare alla costituzione progressiva della Federazione Europea, partendo dai paesi europei già maturi per tale passo.
Un ambizioso obiettivo politico di aggregazione europea, per costituire un Polo: culturale, religioso, politico e socio-economico di matrice europea che, nel prossimo futuro, possa fungere da arbitro nella gestione del mondo globalizzato, tra quello orientale della Cina e quello occidentale degli USA, assicurando pace e stabilità internazionale.
Purtroppo il momento politico internazionale è grave (mala tempora currunt), per cui questa iniziativa è più che urgente, prima che l'Unione Europea collassi irreversibilmente.
Spero che l'Italia, paese fondatore dell'Unione Europea sia tra i primi paesi a raccogliere questa sfida, per salvare l'Europa e la democrazia nel contesto mondiale.

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Promoter G. A.

G.A.

Il Manifesto

 

Politica Estera

  1. Nell'ambito dell'area demografica di storia, cultura e religione europea, comprendente tutto il territorio esteso dall' Atlantico agli Urali e dal Mediterraneo al Mare Glaciale Artico, puntare alla costituzione progressiva della Federazione Europea, a partire da un nucleo di Stati avanguardisti, disposti a cedere la propria sovranità nazionale a favore di un governo sovranazionale, votato direttamente dai relativi popoli, sulla base di una Carta Costituzionale Europea che preveda le linee di politica interna ed estera comune, una difesa integrata comune ed una moneta e lingua comune, accanto a quelle nazionali. Lingua comune europea, possibilmente dall'architettura grammaticale, sintattica e fonetica semplice e chiara in modo da fornirle una prospettiva di adozione internazionale.
  2. La Federazione Europea, aperta all'ingresso di tutti i popoli europei di cui sopra, dovrebbe puntare subito ad organizzare una difesa integrata comune ed uscire, conseguentemente, dalla NATO.
  3. Nell'ambito della globalizzazione sempre più invasiva ed irreversibile dei rapporti internazionali, puntare all’istituzione di un Organismo di Cooperazione Internazionale, abilitato al controllo, alla mediazione ed al sostegno dei popoli delle nazioni aderenti, dotato di una forza militare di pronto intervento, attrezzata sia per interventi a sostegno delle popolazioni, in caso di calamità naturali, che per interventi di interposizione nei conflitti regionali, per controversie di confine e/o guerre civili. L'Organismo dovrà avere rappresentanza ponderale dei singoli paesi aderenti, rapportata al numero dei relativi abitanti, con esclusione assoluta del diritto di veto. Affiancare, inoltre, a tale Organismo una Corte Internazionale di Giustizia a difesa dei diritti dei Popoli e singoli cittadini.
 

Politica Interna

  1. Aggiornamento costituzionale delle competenze del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei Ministri, in merito alla nomina dei Ministri della Difesa e della Giustizia.
  2. Riportare al centro funzioni e competenze di interesse nazionale, con l'abolizione del disegno di Legge Costituzionale dell'8 marzo 2001, recante "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione", che ampliava i poteri delle regioni a statuto ordinario, ed abolizione delle regioni a statuto speciale che oggi, con l'adesione all'Unione Europea, non hanno più ragione di esistere.
  3. Riordino territoriale e numerico degli Enti amministrativi intermedi tra Stato e Comuni, prevedendo la suddivisione del territorio nazionale in distretti regionali, individuati in base a criteri di omogeneità afferenti sia alle radici storiche che ai fondamentali socio - economici e culturali dei rispettivi territori, in sostituzione delle attuali 110 province e 20 regioni
  4. Abolizione di una delle due camere parlamentari, fissando la rappresentanza popolare in ragione di un parlamentare ogni 100.000 italiani aventi diritto al voto ed abolendo il diritto di voto per gli italiani residenti all'estero, anomalia tutta italiana.
  5. Unificazione delle attuali forze dell'ordine (Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato) in un unico corpo di Pubblica Sicurezza, con specifiche sezioni di competenza nella sicurezza urbana, stradale, campestre, alimentare e finanziaria, in modo da utilizzare al meglio uomini, mezzi e sedi di servizio, semplificando nel contempo il riferimento istituzionale per i cittadini.
  6. Riforma della gestione RAI, con riduzione dei suoi canali radiotelevisivi a due, sostenuti da adeguato canone televisivo obbligatorio ed esclusione di ogni forma di pubblicità privata, uno diretto da esponente designato dalla maggioranza di Governo e l'altro diretto da esponente designato dalla minoranza od opposizione, per una salutare concorrenza informativa. Contemporaneamente limitare a soli due canali radiotelevisivi, più un quotidiano ed un settimanale annesso, la proprietà e gestione privata dell'informazione per ogni singolo operatore mediatico, sostenuto dai proventi della pubblicità privata.
  7. Revisione della legge elettorale, prevedendo un sistema elettorale proporzionale puro, con al massimo due preferenze, per candidati di diverso sesso, sbarramento al 5% per l'accesso dei partiti in Parlamento, ridotto al 3% se aggregati in coalizione con altri partiti e soglia di sbarramento per i candidati fissata a 60 anni, in modo da avere in Parlamento persone con alle spalle adeguata esperienza di vita sociale e professionale per fornire agli elettori sufficienti elementi di giudizio per il loro voto ed assicurare nel contempo un ricambio naturale dei parlamentari, ad evitare i parlamentari di professione a vita. Per una maggior rappresentanza femminile in politica, va imposto il quorum di almeno 1/3 di candidati per ciascun sesso in tutte le liste elettorali, di qualsiasi ordine e grado.
  8. Riforma della erogazione dei servizi essenziali di: acqua, luce, gas e telefonia fissa e mobile, da affidare alla gestione pubblica, diretta o indiretta, mediante concessione pubblica ad un unico operatore per ogni singolo settore, sotto il controllo pubblico. .
  9. Abolizione dell'uso della moneta contante a favore della moneta elettronica per ogni tipo di pagamento, in modo da debellare definitivamente l'evasione fiscale e recuperare il gettito fiscale x impieghi sociali utili e produttivi, oltre che per ripianare il pesante debito pubblico.
  10. Piano di sostegno nazionale a favore dei piccoli comuni interni, soggetti a spopolamento, consistente in adeguate agevolazioni fiscali per i loro residenti ed esercenti attività varie, oltre ad assicurare loro i servizi essenziali di mobilità, scolastici, assistenza medica e farmaceutica ed infine i servizi postali e finanziari.
  11. Incentivazione della ricerca e produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con estese applicazioni pubbliche e private, per ridurre drasticamente l'uso di carburanti fossili e relativa spesa, a difesa dai cambiamenti climatici in corso, dovuto all'uso di fonti fossili.
  12. Difesa del suolo da speculazione edilizia selvaggia, incentivazione di coperture arboree dello stesso e costruzione di nuovi invasi di ritenuta acque piovane per scopi irrigui e di produzione di energia elettrica, sempre a difesa dai cambiamenti climatici.

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Storia Europea

Cronistoria europea dal dopoguerra ad oggi

Dopo le immense sofferenze e le distruzioni causate dalle due guerre mondiali, alla fine degli anni 1940 si impose l'esigenza di garantire stabilmente la pace. In quest'ottica, il ministro degli affari esteri francese Robert Schuman propose alla Germania di riunire in un mercato comune le industrie del carbone e dell'acciaio, strategicamente importanti, ponendole sotto il controllo di un'autorità sovranazionale.
Nel 1951, insieme a Belgio, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, la Francia e la Germania istituirono la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).
Accanto alla CECA, nel 1957 i Trattati di Roma istituirono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom). L'obiettivo della CEE era creare un mercato interno nel quale merci, persone, servizi e capitali circolassero liberamente.
Nel 1965, il Trattato di fusione subordinò CECA, CEE ed Euratom alle istituzioni comunitarie (Commissione, Consiglio dei Ministri, Parlamento europeo, Corte di giustizia). Nel frattempo iniziò l'allargamento della CEE con l'adesione del Regno Unito, Irlanda e Danimarca: nel 1973, seguiti da Grecia nel 1981 e da Spagna e Portogallo nel 1986.
Nel 1989 il continente europeo fu segnato da profondi cambiamenti: con l'apertura a ovest della frontiera ungherese e la caduta del Muro di Berlino, che sfociarono nella dissoluzione dell'Unione Sovietica nel dicembre 1991. Seguì la fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania. Successivamente, nel 1992, il Trattato di Maastricht istituì l'Unione europea (UE).
Con il Trattato di Maastricht fu istituita anche l'Unione economica e monetaria (UEM), che ha permesso, nel 1999, di introdurre l'euro quale moneta scritturale, affidando alla Banca centrale europea (BCE) la gestione della politica monetaria comune per l'insieme della zona euro. Nel 2002, l'euro è diventata la moneta di scambio comune che si è rapidamente imposta come valuta forte e stabile. Con i Trattati di Amsterdam (1997) e di Nizza (2001) fu modificato il Trattato di Maastricht al fine di permettere all'UE di operare più efficacemente, soprattutto in vista del suo allargamento a numerosi Stati dell'Europa centro-orientale, sganciatisi dall'influenza sovietica
Infine il Trattato di Lisbona, nel 2007, ha apportato ampie modifiche sia Trattato sull'Unione europea che al Trattato della Comunità europea, conferendo all'UE una personalità giuridica propria, con possibilità di firmare trattati internazionali relativi ai suoi settori di competenza e aderire a organizzazioni internazionali, mentre gli Stati membri possono firmare accordi internazionali solo se conformi al diritto dell'UE.
Nel 2025, dopo l'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Unione Europea con la Brexit (a seguito del referendum del 23 giugno 2016) formalizzata il 31 gennaio 2020, la mappa dell'Unione Europea a 27 paesi è quella che segue.

Mappa Unione Europea
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